Il controllo giusto

Quando lavorare di più non significa governare meglio

C’è una frase che viene spesso ripetuta, con parole diverse ma con lo stesso peso:


“Lavoro tanto, ma ho la sensazione di non fare nulla di concreto”

Anche se può sembrare, non è una semplice lamentela o l'espressione di un momento di stanchezza.

È una sensazione profonda che accompagna molti professionisti, di varie esperienze. 

Giornate piene, con aumento costante di responsabilità e costi. Si moltiplicano le scadenze, e con esse il paradosso "sono stressato per le scadenze, ma più ne ho più lavoro ho".

In più rimane quella sensazione sfuggente e difficile da nominare. Quella di esserci ma raramente al comando.

Essere impegnati non equivale ad essere in controllo

Uno degli equivoci più diffusi nel lavoro professionale è confondere impegno con controllo. Equivoco che viene da lontano; ce lo hanno insegnato.

La presenza costante, la reperibilità, l’attenzione continua siano sinonimi di controllo, quando in realtà, spesso, accade l'esatto opposto.

L’impegno tiene in piedi il sistema, spesso non lo orienta. Non fornisce la direzione. 

Per questo spesso si finisce in una zona grigia; quella dove si lavora molto, si è affidabili, si regge tutto insieme allo stress... ma con la sensazione di essere all'inseguimento.

Una distinzione antica, molto attuale


C’è un’idea semplice, di Epitteto, che p alla base della filosofia stoica, che ci torna utile nel quotidiano e nel concreto. Ovvero che:

  1. alcune cose dipendono da noi;
  2. altre no.

La difficoltà non sta nel comprenderla, sta nell'applicarla nel quotidiano.

Il vero problema sorge quando proviamo, fallendo, a controllare ciò che non è controllabile:

  • le scelte degli altri

  • le reazioni dei clienti

  • gli esiti

  • il contesto

e non teniamo in considerazione tutto quello che dipende direttamente da noi.

Cosa significa controllo, nel lavoro forense

Il controllo non è il risultato.
Il risultato del nostro agire, con i clienti, colleghi, mediatori, magistrati ecc... non è mai completamente nelle nostre mani, nemmeno quando abbiamo lavorato bene, studiato tutto, previsto molto.

Il governo riguarda altro.

  • il metodo con cui lavori

  • la postura con cui affronti l’incertezza

  • i confini che stabilisci con clienti, colleghi, contesto

  • la qualità delle decisioni che prendi, anche quando non hai tutte le informazioni.

Quando sposti l'attenzione su questi aspetti avvengono i veri cambiamenti:

  • il lavoro diventa più gestibile;
  • la fatica diventa più sostenibile;
  • la responsabilità torna ad avere un perimetro chiaro.

Questo avviene non perché controlli tutto; accade perché controlli quello che effettivamente può governare.

Libertà professionale

L'avvocato sferico vive questa distinzione, la applica nel quotidiano e da questa sorge la vera liberà professionale.

Il resto è un’illusione che consuma energie e lucidità.

Il vergo governo restituisce al professionista concreta dignità professionale e spazio decisionale.

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