Gli Stati di Coscienza: la forza di essere presenti

Dopo aver esplorato i quadranti, i livelli (abbiamo scelto Spiral Dynamics) e le linee di sviluppo, oggi entriamo in un’altra dimensione dell’approccio integrale AQAL di Ken Wilber: gli stati di coscienza.

Se i livelli e le linee descrivono il nostro sviluppo più stabile e duraturo, gli stati raccontano ciò che possiamo vivere qui e ora.


Che cosa sono gli stati di coscienza


Gli stati sono le condizioni interiori che attraversiamo: emozioni, pensieri, percezioni, intuizioni.

A differenza dei livelli (che si consolidano nel tempo), gli stati sono transitori: possono durare un attimo, un’ora o una giornata intera.

Wilber distingue tra:

  • Stati ordinari – veglia, sogno, sonno profondo.
  • Stati meditativi o contemplativi – silenzio, presenza, intuizione profonda.
  • Stati alterati – indotti da stress, traumi, emozioni intense.


Gli stati nella professione legale


Ogni avvocato conosce bene la differenza che fa uno stato interiore:

  • entrare in riunione/udienza/mediazione agitati e distratti, oltreché di corsa è diverso che entrarci con calma e centratura;
  • ascoltare un cliente con la mente rivolta a quello che deve essere fatto è diverso che con presenza empatica;
  • affrontare un conflitto reagendo arrabbiati determina risultati differenti dal gestirlo in maniera aperta e centrata.

L’Avvocato Sferico non si limita a “subire” gli stati, ma impara a riconoscerli, regolarli e trasformarli.

Stati come porte verso nuove possibilità


Gli stati possono diventare veri e propri spazi di apprendimento.

  • Un momento di silenzio prima di una trattativa può aprire a intuizioni che la pura logica non offre.
  • Uno stato di flow durante la scrittura di un atto può far emergere chiarezza e creatività inattese.
  • Anche stati difficili, come ansia o frustrazione, se accolti e compresi, possono rivelare bisogni e direzioni di cambiamento.

Una pratica quotidiana: il check-in degli stati


Prima di iniziare la giornata o una qualsiasi attività (anche una telefonata), fermati un attimo e chiediti:

  • come sto? Che stato sto vivendo adesso? (calma, agitazione, entusiasmo, stanchezza…);
  • come voglio stare? questo stato mi aiuta o mi ostacola nel compito che devo affrontare?;
  • cosa posso fare per spostarmi verso uno stato più utile? Come voglio far stare il mio interlocutore?

Spesso bastano pochi minuti di respirazione consapevole, una camminata, o scrivere poche righe sul proprio diario per cambiare radicalmente prospettiva.

Conclusione: la sfera come spazio di presenza


La sfera, simbolo e forma dell'avvocato del futuro, non è solo equilibrio di quadranti, livelli e linee: è anche spazio di presenza.
Ogni stato, se riconosciuto e integrato, diventa una risorsa.
Così l’avvocato non è trascinato dal flusso caotico delle emozioni, ma diventa capitano del proprio stato interiore: capace di trasformarlo in energia, fiducia e chiarezza al servizio del cliente e della giustizia.

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Nel prossimo articolo esploreremo l’ultima dimensione dell’AQAL: i tipi. Perché non tutti gli avvocati sferici sono uguali: ognuno porta inclinazioni, stili e talenti che arricchiscono la professione.

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