Etica della personalità o etica del carattere?

Perché il lavoro si regge su ciò che sei, non su come appari

Siamo nell'epoca in cui si cura l'immagine in maniera quasi ossessiva. Si fa attenzione al posizionamento, al tono di voce. 

Il modo in cui veniamo percepiti online e offline è diventato il timone delle nostre scelte.

Tutto ciò è più che comprensibile, viviamo un tempo in cui apparire (anche componenti) ogni tanto sembra quasi più importante che esserlo veramente e concretamente. Soprattutto quando chi riceve la comunicazione non ha gli strumenti tecnici per valutare l'effettiva competenza.

Spesso molti professionisti, anche sotto questa superficie curata, avvertono una sensazione sottile ma persistente (simile al fischio fastidioso della cassa in sottofondo). Questa sensazione possiamo declinarla in una frase:


“sto facendo tutto giusto… ma qualcosa non tiene”

Il problema vero non è l’immagine, il vero problema qui è quando con l'immagine si tenta di reggere il peso del lavoro. E quel peso, prima o poi, ricade sul carattere.


La distinzione chiave


Stephen Covey ne "le 7 regole delle persone di successo" sottolinea una distinzione tanto semplice quanto stravolgente, che oggi è molto attuale:

Etica della personalità

  • Tecniche di comunicazione

  • Strategie di posizionamento

  • Gestione della percezione

  • “Come mi vedono gli altri?”

È l’etica del funzionare, dell'adattarsi, del risultare credibili.

E non è qualcosa di sbagliato, o scorretto, o superficiale. E' semplicemente insufficiente.

Etica del carattere

  • Coerenza tra ciò che dici e ciò che fai

  • Responsabilità personale

  • Affidabilità nel tempo

  • Chiarezza dei valori

  • Capacità di reggere le decisioni difficili

Questa è l’etica del tenere nel tempo, sotto pressione. Anche quando nessuno guarda.

Qui non si tratta di impressionare, è questione di essere affidabili.


Dove si vede davvero la differenza (nella professione)

Nella professione la differenza è evidente ed immediata.

1. Il cliente la sente subito

Un cliente non valuta solamente ciò che dici, ma:

  • se e come mantieni una promessa

  • se e come stai nei silenzi

  • se e come gestisci un errore

  • se e come reagisci quando le cose non vanno come previsto

Puoi avere il miglior tono del mondo, ma se manca il carattere, la fiducia non si semina e non si nutre.

E senza fiducia, il rapporto resta fragile, difensivo, contrattuale nel senso peggiore del termine.


2. Anche il mercato lo percepisce

Nel medio-lungo periodo il mercato non premia chi “si racconta meglio” ed è "vuoto", ma chi:

  • è prevedibile nel senso buono

  • è solido

  • non cambia maschera a ogni stagione

  • regge le crisi senza scomporsi

Il mercato è estremamente sensibile alla coerenza strutturale del professionista.


L’avvocato sferico e la professione che verrà (o che è già)


Nella visione dell'avvocato sferico, questo passaggio è centrale, attorno a cui si sviluppa la sfera:


l’immagine comunica. Il carattere sostiene.

La sfera non è una vetrina, è una struttura che tiene insieme: 

  • competenza

  • etica

  • relazioni

  • responsabilità

  • capacità di stare nella complessità senza irrigidirsi

Nel quotidiano non è perfezione, è affidabilità.


Una domanda da portare con te

Quando ti prendi cura della tua attività, domandati:


Quello che sto costruendo reggerebbe anche se togliessi l'aspetto estetico?

Se la risposta è sì, sei sul carattere.
Se la risposta è “dipende”, forse stai chiedendo troppo alla personalità ed è qui che vale la pena di fermarsi.

Non per rifarsi il look ma per rinforzare le fondamenta

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